Obama a capo degli USA che fanno la guerra da casa
Il Nobel per la pace a Obama è stata una scelta strana, lo sappiamo tutti: mai prima d’ora era stato conferito un tale premio a un politico che per di più è a capo del più forte esercito del mondo. Scelta che finora ha portato più contraddizioni che altro, visto che gli USA sono in guerra da anni nel medio oriente.
Sapevamo che la guerra al terrorismo sarebbe continuato e così è, ma non sapevamo in che modo. Ebbene ora si cerca d’individuare i capi terroristi grazie degli aerei pilotati a distanza (solitamente dei Predator) e poi si lanciano una o più bombe tramite gli stessi. Il tutto avviene grazie a joystick controllati da soldati che non necessitano d’aver preso alcun brevetto di volo
. In pratica è come stare a casa propria a giocare al computer con un simulatore, e infatti questi soldati la sera sono a casa dalle famiglie. Gli unici soldati che necessitano di stare sul campo, o nei pressi, sono quelli che devono rifornire questi aerei di carburanti e di missili. Poi l’aereo è pronto per partire e può viaggiare tranquillamente per ventidue ore, scrutare il territorio da seimila metri d’altezza essendo in grado di leggere i titoli sulla prima pagina di un giornale, oltre che riprendere e registrare a 360° tramite numerose telecamere poste su di esso.
Questi droni (velivoli senza pilota comandati a distanza) vengono usati dall’esercito statunitense in Afghanistan e in Iraq e dalla CIA in tutto il mondo contro le persone sospettate di terrorismo, quindi anche in paesi dove non ci sono soldati americani. La CIA aveva ricevuto l’autorizzazione dall’amministrazione Bush e l’amministrazione Obama l’ha lasciato così com’era, anzi i bombardamenti tramite droni nei primi nove mesi e mezzo sotto il suo mandato sono stati pari a quelli di Bush in tre anni. Pensate che i primi due bombardamenti sono stati autorizzati tre giorni dopo il suo mandato. Nel primo raid sono morti quattro arabi, probabilmente di Al Qaeda, ma nel secondo è stata presa di mira la casa sbagliata ed è morta un’intera famiglia, tutti civili, tra cui tre bambini di cui uno di cinque anni. Ambo gli attacchi non sono stati confermati.
I bombardamenti autorizzati da Obama sono poi proseguiti al ritmo di uno alla settimana e tra gennaio e ottobre sono morte tra le 326 e le 538 persone e la gente del luogo li accusa d’aver ammazzato uomini e donne innocenti e bambini.
In Pakistan uno dei peggiori attacchi è stato durante la celebrazione di un funerale. Coloro che vi partecipavano si erano detti “Ci sono le vespe – termine che loro usano per indicare i droni, poiché pur essendo difficili da vedere ad occhio nudo, producono un piccolo ronzio – subito dopo la celebrazione ci dobbiamo allontanare!” Ma non hanno fatto in tempo, infatti, a funerale non ancora ultimato sono stati bombardati e decine di persone, forse 86, sono morte. Questo è avvenuto per colpire 4 terroristi.
La popolazione locale era furiosa, sia con gli USA che col governo pachistano che è stato definito: “Un burattino”.
Secondo molti studiosi americani, questa situazione porterà sempre più giovani che hanno perso fratelli, sorelle, mogli e figli ad unirsi ad Al Qaeda. Ma i capi dell’esercito USA per ora non hanno altre alternative.
Articolo pubblicato sul settimanale Fuori le mura: http://www.fuorilemura.com/2010/01/25/obama-a-capo-degli-usa-che-fanno-la-guerra-da-casa/
Sono un giovane scrittore di ventidue anni.

